Volkswagen Scirocco (1974-1981)

Volkswagen Scirocco

All’edizione 1974 del Salone di Ginevra, tenutosi nel mese di febbraio, fu presentata la coupé Volkswagen Scirocco. Debuttò un anno dopo la Passat, con cui condivideva lo schema meccanico a trazione anteriore, ma fu introdotta tre mesi prima della Golf, di cui rappresentava la variante in chiave sportiva.

La Volkswagen Scirocco aveva dimensioni pressocché compatte, essendo lunga 385 cm e larga 162 cm, mentre il passo misurava 240 cm. Oltre che per la vocazione sportiva, la vettura brillava anche per la versatilità, garantita dall’abitacolo a quattro posti veri, nonché dal pratico portellone posteriore per l’accesso al bagagliaio da 347 litri di capacità. Inoltre, grazie ai sedili posteriori reclinabili, la capienza del vano bagagli aumentava fino a 533 litri.

Lo stile della carrozzeria fu firmato dal designer italiano Giorgetto Giugiaro, il quale puntò su linee nitide, bordi marcati, forma a cuneo pronunciata, lineo di cintura bassa e coda tronca. Il tocco di sportività, invece, era rappresentato dallo spoiler posteriore integrato.

Per quanto riguarda la meccanica, tutte le motorizzazioni della Volkswagen Scirocco avevano la disposizione trasversale, il raffreddamento ad acqua, l’albero a camme in testa, la distribuzione a cinghia dentata e l’abbinamento al cambio manuale a quattro marce o, in alternativa, al cambio automatico a tre rapporti. A parte la trazione anteriore, erano previste altre innovazioni per l’epoca, come l’avantreno con sospensioni a ruote indipendenti e il retrotreno multilink.

Al momento del lancio sul mercato, la gamma della Volkswagen Scirocco era composta da tre declinazioni: base, con il motore 1100 da 50 CV; L, con il propulsore 1500 da 70 CV; TS, con l’unità 1500 da 85 CV di potenza che consentiva di raggiungere la velocità massima di 175 km/h e accelerare da 0 a 100 in 11 secondi netti. La Volkswagen Scirocco TS era riconoscibile esteticamente per il frontale composto da doppi fari circolari, anziché dal faro singolo rettangolare, nonché per gli interni in velluto a coste con i sedili rivestiti in tessuto a quadretti scozzeri, il volante sportivo a tre razze e la strumentazione supplementare (nella consolle centrale) completa di orologio e voltmetro. A livello di consumi, la Casa di Wolfsburg dichiarava la percorrenza media di 100 km con sette litri di carburante, pari a poco più di 14 km per litro.

Nel ’75, debuttò l’allestimento LS, in abbinamento alla motorizzazione 1600 da 75 CV che, l’anno seguente, fu disponibile anche per l’allestimento GL. Tuttavia, la novità più importante del 1976 fu la Volkswagen Scirocco GTI, equipaggiata con il propulsore 1600 dotato dell’alimentazione ad iniezione Bosch K-Jetronic che permetteva di raggiungere la potenza di 110 CV e la velocità massima di 185 km/h. La versione sportiva GTI nacque sulla scia del successo registrato dalla Coppa Scirocco, organizzata dalla divisione Volkswagen Motorsport proprio nel ’76. Inoltre, allo stesso modo della declinazione standard, anticipò il debutto della Golf GTI. Parallelamente, fu introdotta anche la Volkswagen Scirocco GLI, disponibile con la stessa motorizzazione della GTI e riconoscibile per i vetri color bronzo, il tessuto pregiato degli interni e la verniciatura metallizzata della carrozzeria.

Il restyling di metà carriera sopraggiunse nel 1978, con modifiche limitate alla cornice cromata della calandra e agli inserti di colore nero, come i montanti centrali e le modanature paracolpi in PVC del paraurti anteriore. La rinnovata gamma prevedeva la versione base con il motore 1100 da 50 CV, l’allestimento GT con il propulsore 1500 da 70 CV e la versione sportiva GTI con l’unità 1600 da 110 CV. Le ultime novità risalgono all’anno ’79, con l’allestimento GT abbinato alle motorizzazioni 1300 da 60 CV e 1600 da 85 CV. La Volkswagen Scirocco è uscita di scena nel mese di marzo del 1981, per far posto alla seconda generazione e dopo esser stata prodotta in 504.153 esemplari, secondo un’innovativo sistema di assemblaggio modulare, presso l’impianto Karmann di Osnabruck.